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lunedì 28 febbraio 2011

Esercizio fisico elisir di lunga vita

Ringiovanimento sistemico mitocondriale grazie all'esercizio aerobico. Un approccio terapeutico efficace per mitigare la disfunzione mitocondriale nell'invecchiamento e le comorbidità correlate.

Un lavoro in corso di pubblicazione su PNAS mostra come l'esercizio di resistenza sia in grado di:
indurre biogenesi mitocondriale
impedire la deplezione del DNA mitocondriale e le sue mutazioni
aumentare la capacità ossidativa mitocondriale e la funzionalità della catena respiratoria
restaurare la morfologia mitocondriale
ridurre i livelli patologici di apoptosi

Nell'insieme questi adattamenti sono in grado di conferire una completa protezione fenotipica, ridurre le patologie multisistemiche e impedire la mortalità prematura degli animali utilizzati nello studio (mtDNA mutator mouse)

In particolare ogni tessuto ed ogni organo esaminato era migliore nei topi sotto esercizio rispetto a quelli sedentari, compresi pelle, capelli, ovaie, testicoli, milza, reni e fegato oltre ai muscoli. Nei non allenati il cervello era ridotto e il cuore allargato, ma erano di dimensioni normali in chi si allenava.
I ricercatori nel commentare i risultati evidenziano come l'effetto anti-aging dell'esercizio fisico sia stato "senza precedenti" e ha protetto ogni parte del corpo.

Reference:
Endurance exercise rescues progeroid aging and induces systemic mitochondrial rejuvenation in mtDNA mutator mice. February 22, 2011, doi: 10.1073/pnas.1019581108. PNAS

domenica 30 gennaio 2011

Camminare e perdere di peso, un accoppiata vincente.

La limitazione della mobilità ha effetti profondi sulla salute e il benessere ed è molto comune tra gli adulti più anziani con disturbi cardiovascolari e cardiometabolici.
Una ricerca condotta presso la Wake Forest University ha scoperto che il più semplice degli esercizi, il cammino, abbinato alla perdita di peso può migliorare la mobilità di ben il 20% negli anziani, obesi e cardiopatici.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicine, è stata condotto per un periodo di cinque anni su di un totale di 288 partecipanti. I ricercatori hanno trovato che la combinazione di perdita di peso e attività fisica funziona meglio per contribuire a garantire salute e funzionalità durante l'invecchiamento.

Per misurare la mobilità è stata adottato il parametro "camminata di 400 metri". Questa è una misura ampiamente usata negli studi sulla disabilità perché per chi non può camminare per questa distanza il rischio di perdere l'indipendenza aumenta drammaticamente.

Reference
W. Jack Rejeski; Peter H. Brubaker; David C. Goff Jr; Lucille B. Bearon; Jacquelyn W. McClelland; Michael G. Perri; Walter T. Ambrosius. Translating Weight Loss and Physical Activity Programs Into the Community to Preserve Mobility in Older, Obese Adults in Poor Cardiovascular Health. Arch Intern Med, Jan 2011

venerdì 7 gennaio 2011

Esercizio fisico e tè verde contro demenza e tumori.

Una sola sessione settimanale di esercizio fisico di resistenza può essere sufficiente per incrementare e mantenere le funzioni cognitive esecutive durante la terza età, con riduzione inoltre dei costi sociali. 
 “Sustained Cognitive and Economic Benefits of Resistance Training Among Community- Dwelling Senior Women: A 1-Year Follow-up Study of the Brain Power Study.” Jennifer C. Davis; Carlo A. Marra; B. Lynn Beattie; M. Clare Robertson; Mehdi Najafzadeh; Peter Graf; Lindsay S. Nagamatsu; Teresa Liu-Ambrose. Arch Intern Med, Dec 13/27, 2010; 170: 2036 - 2038.

Nei pazienti affetti da tumore alla prostata una adeguata attività fisica (> di 3 ore alla settimana) riduce la mortalità cancro-correlata del 61%. 
"Physical Activity and Survival After Prostate Cancer Diagnosis in the Health Professionals Follow-Up Study," Stacey A. Kenfield, Meir J. Stampfer, Edward Giovannucci, June M. Chan, Journal of Clinical Oncology, online January 4, 2011.

Le sostanze benefiche presenti nelle foglie del tè verde si attivano ancor di più con l'azione dei succhi digestivi. In particolare i polifenoli così attivati proteggerebbero dall'insorgenza dell'Alzheimer, altre forma di demenza oltre ad avere un effetto di prevenzione dei tumori
"In vitro protective effects of colon-available extract of Camellia sinensis (tea) against hydrogen peroxide and beta-amyloid (Aβ(1–42)) induced cytotoxicity in differentiated PC12 cells" E.J. Okello, G.J. McDougall, S. Kumar, C.J. Seal. Phytomedicine, In Press, Corrected Proof, Available online 22 December 2010




lunedì 6 dicembre 2010

Benefici dell'attività fisica

Prendendo spunto da una recente review pubblicata sul numero di dicembre dell'International Journal of Clinical Practice elenco di seguito i maggiori  benefici dell'attività fisica nell'uomo.

Una regolare attività fisica è associata ad un ridotto rischio di malattia coronarica e di ictus ischemico ed emorragico.
Aumentare l'attività fisica può ridurre il rischio di alcuni tipi di tumori, osteoporosi, diabete di tipo 2, depressione, obesità e ipertensione.
Vi sono prove degli effetti benefici dell'attività fisica nella prevenzione primaria e nella gestione del cancro e vi è una associazione tra alti livelli di attività fisica e riduzione dei tassi di morte per cancro.
Camminare o andare in bicicletta per almeno mezz 'ora al giorno è associato ad una riduzione di cancro e incrementando l'attività ad un ora l'incidenza del cancro scende del 16 per cento.
In particolare esiste una forte correlazione tra l'aumento dell'attività fisica e la riduzione del cancro al colon e alla prostata. Altri studi dimostrano che iniziare un attività fisica dopo la diagnosi di cancro può favorire la ripresa e migliorare i risultati delle terapie.
Gli uomini che sono fisicamente attivi hanno meno probabilità di avere problemi di erezione.
L'attività fisica può ridurre il rischio di demenza negli anziani.
Non fumare, una dieta salutistica e un indice di massa corporea minore di 25 sono gli altri fattori importanti per mantenersi in salute.


Reference:
Alford L. What men should know about the impact of physical activity on their health
International Journal of Clinical Practice Volume 64, Issue 13, pages 1731–1734, December 2010

mercoledì 24 novembre 2010

Malattie cardiovascolari e stile di vita

Sono stati presentati il 15 novembre 2010 all'American Heart Association Scientific Sessions i risultati di due studi, condotti da ricercatoti della Northwestern University, che indicano che lo stile di vita ha un impatto maggiore sul rischio di sviluppare malattie cardiovascolari che essere geneticamente predisposti ad acquisire queste malattie.

Nel primo studio è stato evidenziato che le persone che mantengono uno stile di vita salutistico calcolato su 5 fattori:

  1. basso indice di massa corporea
  2. limitato consumo di alcol
  3. corretta quantità di potassio, calcio, fibre e un basso apporto di grassi saturi
  4. partecipazione ad un regolare esercizio fisico
  5. astensione dal fumo

hanno il 60% di possibilità di avere un basso profilo di rischio di malattie cardiovascolari dopo 20 anni. Tale percentuale scende al 37% per coloro che mantengono 4 fattori, al 30% per 3 fattori, al 17% per 2 e al 6% per uno o nessuno.

Nel secondo studio i ricercatori hanno evidenziato che nella maggior parte dei soggetti lo sviluppo delle malattie cardiovascolari è causato da fattori legati allo stile di vita e solo una piccola parte è causa dell'eredità.

Che cosa fai e come vivi ha quindi un impatto maggiore dei propri geni, questo dovrebbe responsabilizzare le persone verso uno stile di vita salutistico seguendo ad esempio i 5 fattori prima elencati.

lunedì 15 novembre 2010

Qualità del sonno e infiammazione

Ricercatori statunitensi hanno rilevato che sia una scarsa qualità che una insufficiente durata del sonno sono  legati a più alti livelli di infiammazione, un noto fattore di rischio per malattie cardiache e ictus.
La ricerca presentata al congresso dell'American Heart Association di Chicago è particolarmente significativa in quanto valuta questi parametri da un punto di vista epidemiologico e non in esperimenti di laboratorio con deprivazione del sonno.
La qualità del sonno è stata misurata tramite il Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI) che è un indice che distingue un sonno di cattiva qualità da un buon sonno attraverso la misurazione di sette differenti aree: qualità del sonno soggettiva, difficoltà nell'addormentarsi, abitudini quotidiane, durata del sonno, sonno disturbato, utilizzo di farmaci per dormire e disturbi durante il giorno.
Nei partecipanti allo studio con scarsa qualità del sonno si sono evidenziati livelli più elevati di fibrinogeno, IL-6 e proteina C reattiva.
Parte dei dati sono pubblicati come Meeting Abstracts su Circulation


References:
"Sleep Quality and Duration are Associated with Higher Levels of Inflammatory Biomarkers: the META-Health Study."
Morris A. et al Circulation, 23 November 2010; 122: Abstract: A1 7806

sabato 2 ottobre 2010

L'inquinamento aumenta il rischio diabete

Scoperto legame fra polveri sottili e insorgenza di diabete

Lo studio, condotto negli Stati Uniti, si è concentrato sul particolato più fine (conosciuto come PM2.5) a cui già si attribuiscono patologie respiratorie e cardiovascolari. I dati, pubblicati nel numero di ottobre della rivista Diabetes Care, evidenziano un aumento di oltre il 20% nella prevalenza del diabete nelle aree urbane dove la presenza di PM2.5 è maggiore. Il legame fra questa forma di inquinamento e diabete si è mantenuto anche dopo aver rimosso l’influenza di altri fattori di rischio come l’obesità e l’etnia.


References:
J. S. Brownstein, et al. Association Between Fine Particulate Matter and Diabetes Prevalence in the U.S.. Diabetes Care, 2010; 33 (10): 2196


Articolo su la Voce a cura del nostro gruppo


sabato 25 settembre 2010

L'esercizio aerobico combatte l'insonnia

Una nuova ricetta senza farmaco per un sonno piu' riposante.


Buone notizie per i molti adulti di mezza eta' e anziani che soffrono di insonnia cronica, un problema che interessa circa il 50% di individui in questa fascia di eta'.
Secondo uno studio, pubblicato questo mese sulla rivista Sleep Medicine, un regolare esercizio aerobico migliora la qualita' del sonno, l'umore, la vitalita' e la qualita' della vita.
Lo studio ha coinvolto adulti sedentari con eta' media di circa 60 anni.
L'attivita' fisica aerobica e' stata condotta quattro volte alla settimana per 16 settimane con due sedute della durata di 20 minuti o una seduta di 30 a 40 minuti. I partecipanti hanno lavorato al 75% della loro frequenza cardiaca massima passeggiando a piedi o utilizzando una cyclette o tapis roulant.


References:
Phyllis C. Zee, et al. Aerobic exercise improves self-reported sleep and quality of life in older adults with insomnia. Sleep Medicine, Volume 11, Issue 9, October 2010, Pages 934-940

Articolo su la Voce a cura del nostro gruppo